Bucato dimenticato in lavatrice tutta la notte: va rilavato?
Bucato dimenticato in lavatrice tutta la notte? Con la prova del naso scopri se basta stenderlo o se devi rilavarlo.

Bucato dimenticato in lavatrice tutta la notte? Che sia dopo l’allenamento, un turno serale o una lunga serata di serie tv, di solito non è un dramma, ma dopo un’intera notte la prova del naso vale sempre la pena. Decide il tuo naso, non l’orologio.
Prova del naso: stendere o rilavare?
Il bucato che puzza di umido lo riconosci con il naso: apri lo sportello e lascialo aperto. Prima guarda bene: se vedi una patina, una peluria (muffa) o puntini neri, non scuotere nulla. Altrimenti prendi un capo spesso dal centro, per esempio un asciugamano, aprilo e annusalo. Così decidi:
- Profuma di pulito, è solo stropicciato: Stendilo oppure, se l’etichetta lo permette, mettilo in asciugatrice. Le camicie bagnate si stropicciano: appendi ognuna a una gruccia. Un secondo lavaggio non serve.
- Puzza di umido o di acido: Rilavalo (temperatura più sotto) e prima non asciugarlo.
- Vedi peluria, patina o puntini neri: Rilavalo. Non si può promettere che esca tutto. Se hai allergie, asma o difese immunitarie indebolite, fai svuotare la lavatrice a qualcun altro, se possibile, e in caso di disturbi chiedi un parere medico.
- I capi chiari hanno preso colore: Non stenderli e non asciugarli. Lavali subito, da soli; non si può promettere che esca tutto il colore.
Non asciugare il bucato che puzza di umido sperando che l’odore passi. Una rivista dei consumatori avverte: l’asciugatrice può fissare l’odore. Inoltre non lasciare mai l’asciugatrice in funzione senza controllo e pulisci regolarmente il filtro dei pelucchi. Se non hai l’asciugatrice (in Italia molti stendono il bucato), appendi i capi uno a uno, ben distanziati, su uno stendino, possibilmente all’aria aperta; se usi il balcone, controlla il regolamento del tuo condominio.
Quanto può restare il bucato in lavatrice?
Quanto può restare il bucato bagnato in lavatrice non si può dire con esattezza: dopo una notte c’è spesso già cattivo odore, mentre la muffa visibile arriva di solito più tardi. Le guide indicano valori approssimativi, non misurazioni:
- Fino a circa 2 ore di solito va bene.
- Una notte (8–12 ore): spesso il bucato puzza già di umido, ma a volte va bene, soprattutto con lo sportello aperto. Decide la prova del naso.
- Un giorno, due giorni o tutto il weekend: l’odore è probabile e, in una macchina chiusa e umida, dopo uno o due giorni può formarsi la muffa.
Il bucato prende odore di umido perché umidità, calore e residui di detersivo offrono ai batteri un buon terreno. Succede più in fretta con il cestello stipato, con abbigliamento sportivo sudato o con camicie già indossate. Considera i numeri un’indicazione, non un liberi tutti.
Rilavare: temperatura e detersivo
Il bucato che puzza di umido lo rilavi a 60 °C se è di cotone robusto, per esempio asciugamani, lenzuola e magliette bianche, ma al massimo alla temperatura che permette l’etichetta di lavaggio. L’etichetta è il cartellino cucito nel colletto o nella cucitura laterale. Il numero nel simbolo con la vaschetta (la bacinella) è, sulle etichette secondo il sistema europeo di cura dei tessuti, un limite massimo, non un consiglio. Se al posto dei numeri ci sono puntini o parole come «tiepido» (come accade soprattutto sulle etichette americane), scegli un gradino in meno. Se l’etichetta manca, parti con un lavaggio delicato a bassa temperatura e ripeti il ciclo se resta odore, invece di lavare a caldo.
- Detersivo: Un detersivo con candeggio a base di ossigeno, di solito un detersivo completo in polvere. Sulla confezione di solito c’è scritto «universale», «bianchi» o «completo», non «colori». Il candeggio non è candeggina al cloro e riduce nettamente i batteri nella macchina; le muffe sono più ostinate. Solo per capi bianchi e cotone robusto e resistente al colore. Se hai la pelle sensibile, leggi le indicazioni sulla confezione; se la pelle si irrita, chiedi un parere medico.
- Programma: Scegli il programma che corrisponde alla temperatura dell’etichetta, per esempio Cotone, mai un programma rapido. Se i programmi della tua lavatrice hanno nomi diversi o ci sono solo i gradi, scegli i gradi dell’etichetta. In alcune macchine il programma Eco non raggiunge la temperatura indicata.
- Carico: Con il bucato bagnato riempi il cestello solo a metà, come indicano le istruzioni di lavaggio di GINETEX. Se non entra tutto, lava in due cicli.
- Dosaggio: Segui la confezione per la quantità del tuo bucato. Più detersivo non aiuta, i residui nutrono i germi.
Non servono 90–95 °C: in Germania l’Istituto federale per la valutazione dei rischi e l’Agenzia federale dell’ambiente ritengono che in casa, in generale, non serva lavare il bucato a temperature da bollitura. I detersivi delicati senza candeggio, invece, abbassano a malapena la carica di germi. Il lavaggio ripetuto con la polvere è un caso particolare, poi torni a lavare secondo l’etichetta.
Se l’etichetta vieta il calore o il candeggio:
- Colorati a 40 °C o con il triangolo barrato («non candeggiare»): temperatura massima consentita, detersivo colori o delicato, se resta odore ripeti.
- Solo detersivo liquido in casa: procedi allo stesso modo, ma può restare un po’ di odore.
- Triangolo con linee oblique: è permesso solo il candeggio a base di ossigeno.
Aceto e igienizzanti contro l’odore di umido
Diventa pericoloso quando si mescolano i prodotti. L’aceto per il lavaggio ripetuto non ti serve: in Germania un’associazione dei consumatori lo sconsiglia perché può rovinare le guarnizioni, e sconsiglia anche gli igienizzanti per il bucato. Con 60 °C e la polvere fai senza entrambi.
Lana, sport, asciugamani e capi delicati
Lana: Non rilavare a caldo la lana che puzza di umido, si infeltrisce facilmente. Se sull’etichetta c’è il lavaggio a mano, resta quello. Altrimenti usa il programma lana con un detersivo lana delicato e riempi il cestello solo per un terzo. Se la lavatrice non ha il programma lana, lava a mano fino a circa 30 °C. Asciuga la lana in piano. Non è provato che un secondo lavaggio tolga con certezza l’odore di umido, quindi ripetilo con delicatezza piuttosto che a caldo. Se la lana è solo bagnata e non ha odore, premila per far uscire l’acqua, senza torcerla.
Seta e capi delicati: Anche qui conta l’etichetta. Scegli un programma delicato con un detersivo delicato e una centrifuga bassa. Se l’etichetta mostra una mano nella vaschetta, è permesso solo il lavaggio a mano. Se la vaschetta è barrata, il capo non va in acqua: fallo prendere aria in un posto ben ventilato. Se non basta e l’etichetta permette la pulizia professionale (cerchio senza croce), portalo in tintoria.
Abbigliamento sportivo: Spesso è indicato a 30 o 40 °C, quindi la ricetta dei 60 °C di sopra qui non vale. Lava alla temperatura più alta che l’etichetta consente e ripeti il ciclo se resta odore. Dopo l’allenamento non lasciare i capi sudati umidi nella borsa.
Asciugamani e lenzuola: Trattengono molta umidità e prendono odore in fretta, ma sono il caso più semplice: i capi bianchi o resistenti al colore, la cui etichetta permette 60 °C e il detersivo completo in polvere, si lavano a 60 °C. Non sovraccaricare il cestello, poi asciugali in fretta e del tutto. I capi colorati o stampati si lavano con detersivo colori alla temperatura massima consentita.
Abiti da lavoro: Con tessuti misti e strisce riflettenti conta l’etichetta. Per l’abbigliamento protettivo e ad alta visibilità valgono solo le istruzioni di lavaggio del produttore. I tessuti impregnati di olio o grasso non vanno in asciugatrice, possono prendere fuoco da soli, e dopo il lavaggio non vanno piegati né impilati ancora caldi.
Serve pulire la lavatrice dopo l’accaduto?
Pulisci la lavatrice solo se puzza: lascia aperti lo sportello (nelle lavatrici a carica dall’alto il coperchio) e il cassetto del detersivo finché tutto è asciutto, e asciuga la guarnizione di gomma e il cassetto. Se l’odore viene dalla macchina, fai un lavaggio a vuoto a 60 °C con detersivo completo in polvere. Come prevenzione basta un ciclo così circa una volta al mese. Se la lavatrice non è tua, per esempio in una lavanderia self-service o in un locale condiviso del palazzo, non fare il lavaggio a vuoto, ma avvisa l’amministratore di condominio o il gestore. Se il bucato puzza di umido anche dopo un normalissimo lavaggio, la causa è altrove, per esempio nella macchina stessa.
Come dimenticare meno il bucato
Dimenticarsene è normale, soprattutto quando la serata è stata lunga o la lavatrice è lontana da dove passi il tempo. Con qualche abitudine succede meno spesso:
- Metti una sveglia per la fine del programma, anche se lavi in un locale condiviso o ti sei messo d’accordo con i vicini.
- Se usi la partenza ritardata, impostala in modo che il programma finisca poco prima che ti alzi, non a mezzanotte.
- Con lo stop con acqua il bucato resta nell’acqua dell’ultimo risciacquo. Concludi poi il programma: scarico e centrifuga, non limitarti ad aprire lo sportello.
- Metti il cesto del bucato accanto alla lavatrice e svuotala appena ti alzi. Se la lavatrice la dividete, mettetevi d’accordo prima su chi la svuota.
Domande frequenti
Quanto può restare il bucato bagnato in lavatrice?
Fino a circa 2 ore di solito va bene. Durante la notte il bucato bagnato spesso prende odore di umido, mentre la muffa visibile arriva di solito più tardi (valori approssimativi, non misurazioni). Fai la prova del naso.
Devo rilavare il bucato rimasto in lavatrice tutta la notte?
Non sempre. Se un capo profuma di pulito e non vedi nulla, basta stenderlo. Se puzza di umido o vedi una patina, rilavalo.
A quanti gradi rilavo il bucato che puzza di umido?
Per il cotone bianco robusto di solito 60 °C con detersivo completo in polvere, ma al massimo alla temperatura che permette l’etichetta di lavaggio. 90 °C di norma non servono.
Posso asciugare in asciugatrice il bucato che puzza di umido?
No, prima rilavalo. L’asciugatrice può fissare l’odore. Se profuma di pulito, puoi stenderlo o asciugarlo se l’etichetta lo permette.
L’aceto serve contro l’odore di umido nel bucato?
Non serve. In Germania un’associazione dei consumatori lo sconsiglia perché l’aceto può rovinare le guarnizioni. L’aceto non deve mai entrare in contatto con candeggina al cloro o detergenti al cloro.


